Escursione invernale da Obereggen a Passo Feudo lungo il percorso Latemarium tra le ferite della tempesta Vaia

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Paesaggio
Avventura
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Queste foto raccontano di una suggestiva escursione invernale (gennaio 2019) nella zona di Obereggen. Partenza dalla stazione a valle degli impianti di Obereggen. Si sale a fianco della pista di slittino fino alla malga Epircher Laner. Si prosegue in quello che una volta era un bosco fitto fino alla Zischgalm. In teoria qui il percorso invernale consigliato giunge al giro di boa. Tuttavia abbiamo proseguito fino al rifugio Passo Feudo. Da quel punto sono stati necessari i comodi ramponi da mettere sugli scarponi. Da lì, visto che neve naturale non ce ne è molta, abbiamo preso il percorso del Latemarium, escursione tipicamente estiva. Davanti a noi un percorso appena identificabile ci ha portato fino al bivio (ca. 2.400 mt) con il sentiero che conduce al rifugio Torre di Pisa, meta di una escursione estiva del 2018.

Qui il vento sferzava con molta forza e benché la temperatura fosse di poco sotto lo 0 la sensazione di freddo si faceva sentire in modo molto pungente. Lo scenario intorno a noi era veramente mozzafiato.

A pochi centinaia di metri (d’altezza e distanza) dalle affollate piste del comprensorio sciistico di Obereggen, Pampeago e Predazzo ma virtualmente in un altrio mondo. Abbiamo proseguito lungo il sentiero 22 fino alla stazione a monte della seggiovia Absam Maierl. Da lì lungo la pista da sci fino alla suggestiva ed affollatissima Mayrl Alm dove abbiamo pranzato all’aperto visto che era tutto prenotato.

Scendendo dalla malga abbiamo erroneamente imboccato un sentiero che ci ha portato proprio in mezzo agli alberi caduti durante la tempesta Vaia e nonostante vari tentativi per passare siamo dovuti tornare sui nostri passi. L’ultimo tratto del sentiero ci ha riportato sulla strada dell’andata fino ad Obereggen. 15 chilometri non proprio facili ma, vuoi anche la giornata ricca di cambi di luce particolari, molto affascinanti.

Avendo fatto da poco questo percorso in estate è incredibile come il paesaggio muti radicalmente tanto da essere veramente poco riconoscibile se non fosse per le malghe, le baite e le installazioni lungo il percorso del Latemarium. E’ stata anche una ulteriore occasione per trovarsi a contatto con il bosco ferito.

Vedi anche la panoramica a 360° su Facebook o su Skypixel

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